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Nel Nord del Mondo, diamo per scontato di avere l’accesso all’acqua pulita e alle strutture igienico-sanitarie: acquedotti, gabinetti, rubinetti. L’acqua però è una risorsa naturale scarsa, un bene pubblico fondamentale per la vita e per la salute. L’accesso all’acqua è un diritto umano indispensabile ad una vita dignitosa.
Tuttavia ad oggi, più di un miliardo di persone nel mondo,come Adapal, non hanno accesso all’acqua e più di due miliardi e mezzo non possono accedere a strutture igienico-sanitarie adeguate: più di 4.000 bambini muoiono di diarrea ogni giorno, e, negli ultimi dieci anni, la diarrea ha ucciso più bambini di tutti i conflitti armati avvenuti negli ultimi sessant’anni. Questo ha effetti anche sul modo in cui i bambini hanno accesso all’istruzione – quando nelle scuole si dà acqua pulita e strutture igieniche adeguate, aumentano gli studenti e diminuiscono i tassi di abbandono– e sulla salute: ogni dollaro speso in questo tipo di investimenti significa risparmiarne 9 per garantire l'accesso alla salute.
Le Nazioni Unite hanno stabilito l’obiettivo di dimezzare il numero delle persone che non hanno accesso all’acqua e ai sanitari; tuttavia, in base ai trend attuali, quest’obiettivo non verrà raggiunto – i paesi più ricchi hanno diminuito le risorse stanziate per quest’obiettivo, invece di aumentarle fino agli 11 miliardi di dollari ad oggi necessari – esattamente quanto gli Europei spendono in gelati ogni anno.
In Camerun, Ucodep, nel quadro del piano di sviluppo locale partecipato promosso a livello nazionale, sta collaborando con il comune di Bakou per far arrivare l’acqua potabile al Centro Sanitario Pubblico locale e in tutto il paese, tramite sette nuove fontane pubbliche. In questo modo la strada che deve essere percorsa ogni giorno da donne e bambini sarà ridotta. Le fontane saranno affidate a comitati pubblici locali, democraticamente eletti, che saranno responsabili per il loro mantenimento.
In Ecuador, nel Canton Cotacachi – Municipi di Cotacachi e Urcuqui, Ucodep sostiene vari attori locali nel migliorare l’efficienza dei sistemi di irrigazione, proteggendo le fonti d’acqua esistenti, migliorando il sistema di approvvigionamento di acqua per l’irrigazione e con attività di formazione e sensibilizzazione che facilitino la creazione o il rafforzamento di juntas de agua per migliorare la gestione dei sistemi idrici e di juntas de riego per migliorare la protezione delle risorse naturali (bacini e sorgenti). Nel progetto sono coinvolte circa 3500 persone – 650 famiglie.
In Palestina, in una situazione nella quale il contesto politico non rende facile l’attuazione di strategie che rafforzino la capacità di gestione pubbliche del sistema idrico, Ucodep cerca comunque, insieme ai propri partner locali, di migliorare l’accesso all’acqua potabile per consumo umano ed animale di comunità vulnerabili tramite una distribuzione con autobotti. Di concerto con le comunità locali beneficiarie, è stata distribuita acqua potabile attraverso autobotti a 1484 nuclei familiari della Cisgiordania e a 10 scuole dell’area di progetto. Il progetto si è concluso in maniera positiva, nonostante la chiusura da parte dell’esercito Israeliano di una area di progetto. Sono state organizzate sezioni di sensibilizzazione sull’uso consapevole dell’acqua e sulle tecniche per purificare l’acqua piovana contenuta nelle cisterne attraverso l’utilizzo di pastiglie di cloro. Contestualmente alle attività di formazione sono state distribuite pastiglie di cloro ed una brochure con tutte le informazioni relative alle procedure di clorinazione.
Lanciando la campagna PER TUTTI Ucodep, insieme ad Oxfam International, chiede oggi all’Italia di mostrare il proprio impegno per realizzare il diritto di ogni essere umano ad avere accesso all’acqua pulita. Sostieni la nostra richiesta .
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